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Ultimo aggiornamento il: 28/11  


 
 

[16/09]
rally delle valli cuneesi - IRC

GRANDE SPETTACOLO SI ASPETTAVA E GRANDE SPETTACOLO E’ STATO. Il rally della Valle Varaita, dopo il disastro (incolpevole però l’organizzatore) dello scorso anno con la tragica morte del fotografo all’inversione sulla piazza al termine della prova in notturna, ha saputo portare alla ribalta le splendide strade delle Valli Cuneesi cui il rally rende onore quest’anno con un nome intitolato proprio a queste splendide zone d’Italia spesso dimenticate ma dalla passione motoristica eccezionale.

Una gara che vedeva al via un parterre de roi di tutto rispetto e con i partecipanti al via a proporre più di un  motivo di interesse.

Grandi numeri si attendevano e grandi numeri si sono visti a partire dal sabato, dalla diretta televisiva della prima e terza speciale su Sky, con traversi e spettacolo a go-go da parte di un po’ tutti. La gara è stata però fortemente condizionata dalle condizioni atmosferiche, che hanno riversato su tutti i passaggi della Valmala acqua in abbondanza, creando cosi’ un fondo umido, viscido e in alcuni casi davvero ai limiti della praticabilità, con nuvole basse a peggiorare la situazione soprattutto di chi partiva con numeri alti. Infine, il disastro (metereologicamente parlando) si è compiuto nella speciale in notturna, cominciata nonostante tutto tradue ali di folla festante ma che verso il suo epilogo ha visto giungere un temporale di proporzioni bibliche con pioggia, nevischio e tuoni e fulmini… E ovviamente l’immancabile nebbia tanto che gli sfortunati piloti in prova quasi marciavano a vista.

La gara ci ha donato diversi cambi di piloti nelle varie posizioni, con un Pucci Grossi favorito d’obbligo che ha dovuto sudare tantissimo per riprendere la prima posizione dopo una foratura nella speciale notturna che ha fatto andare tutti al riposo con il grande, grandissimo Luca Gulfi (206 wrc) davanti a tutti. Meritatamente mi sento di dire visto il suo stile di guida arrembante e veloce.

Un Grossi che il secondo giorno ha marciato come un orologio svizzero ma che ha rischiato di vanificare tutto per eccesso di spettacolo e velocità sulla prima delle due inversioni di Montemale proprio sull’ultimo passaggio prima dell’arrivo, quando è giunto a velocità siderale salvo poi fermarsi in centro al tornante dopo mega spazzolata con il motore spento… per lui una ventina di secondi persi e qualche brivido finale. Solo 14 saranno i secondi che lo separeranno dall’altra grande sorpresa del rally, Maurizio Ferrecchi. Non che la sua presenza nei piani alti della classifica di un grande rally sia una novità anzi, ma era al debutto assoluto su una vettura quale la nuovissima Ford Focus Wrc di Friulmotor, una vettura tecnologicamente avanzata almeno quanto difficile da portare al limite… Bravissimo dunque a non lasciarsi prendere la mano e a portare avanti una gara regolare e senza sbavature neppure sul bagnato.

Terzo un altrettanto bravo e regolare (ma anche molto molto spettacolare) Luciani su 307 Wrc, che ha saputo gestire tanti cavalli ed una massa (la 307 è la più lunga delle Wrc) su strade certo non troppo amiche.24.5 i secondi di distacco dalla vetta con la recriminazione di una penalità di dieci secondi, inflittagli dai commissari di gara cosi’ come a Paccagnella.

Quarto un altro dispensatore di spettacolo, quel suddetto Paccagnella che si conferma uno dei migliori interpreti di questa serie e che ancora una volta chiude ai piedi del podio con una 206 certo non al livello delle top car citate prima ma certamente ben preparata e curata.

Quarto il primo degli Svizzeri che vivevano qui una prova del loro campionato Nazionale, e qui occorre aprire una parentesi: quanto sono andati forte i piloti Svizzeri? Una compagine  numericamente buona ma certamente non foltissima, che pur non disponendo di vetture Wrc ha saputo piazzare ben 7 vetture nei primi 11 posti della classifica… diciamo le cose come stanno: gli svizzeri vanno forte su questo tipo di fondo, le vetture sono ottime e questa volta ce le hanno suonate. Se come in un normale Coppa Italia non fossero state ammesse le Wrc probabilmente avremmo visto i primi sette posti dell’assoluta di una gara italiana con 100 piloti italiani e meno di trenta svizzeri conquistati proprio da questi ultimi. Bravi, veloci, spettacolari: Hotz ha chiuso quinto a 45 .2 secondi da chi lo precede e quasi tre minuti da Grossi, ma era al volante di una super 2000, una 207 di casa Peugeot per la precisione, ed ha pagato 1 minuto netto di penalità!!! Un missile, non si può definire in altro modo, un missile terra-terra e anche aria visto i salti che ha effettuato sul dosso della speciale di Madonna del Colletto.

Dietro di lui Antonio galli che a dispetto del nome è svizzero, velocissimo anche lui su Peugeot 207 super 2000 (evidentemente come già dimostrato nell’IRC internazionale le squadre estere sono molto più avanti delle nostre nell’evoluzione di questi mezzi), che chiude a 28.5 secondi dal diretto rivale in Campionato Svizzero e delizia i presenti sulle speciali con traversi e numero d’alta scuola. Numeri che certo non mancando nel repertorio dei due dominatori del gruppo N (anche qui note dolenti per gli italiani) : gli Svizzeri Gonon e Heintz, primi e secondi di gruppo, settimi e otavi assoluti, alla guida di due Subaru Impreza incredibilmente precise e veloci, Auto che tra le altre cose in italia non ha mai riscosso grande successo come all’estero sui fondi catramati. Lotta serrata tra i due che terminano divisi di 21 secondi dopo due giorni e undici lunghissime speciali affrontate in piena bagarre.

Noni e decimi altri due Svizzeri, altri due protagonisti della loro serie ed altri due vincitori di classe ampiamente davanti ai nostri portacolori: si tratta di Brian Lavio  e Ivan Ballinari, entrambi su Clio super 1600, il primo dei quali ha regalato traversi emozionanti e tagli da urlo, anche sotto la pioggia. Tra loro lotta ancora più serrata e solo 15.1 secondi a dividerli.

Tra i tantissimi piloti messisi in luce occorre ricordare sicuramente tre ritirati eccellenti: Gulfi, ritirato sull’ultima speciale mentre cercava di difendere il quarto posto con le unghie e con i denti dopo aver perso terreno sul primo passaggio di Montemale e di conseguenza le prime tre posizioni. Di lui e di questa gara ricordiamo lo spettacolo incredibile e la prima posizione assoluta dopo 5 speciali. Bravo e sfortunato; Biga, che in uno dei tanti traversi ha staccato una ruota della sua Bmw M3 sull’ultima speciale all’altezza della prima delle due inversioni di Montemale, dopo aver davvero fatto spelare le mani ai tanti spettatori presenti per due giorni e aver fatto vedere cosa può fare un’auto come questa nelle mani giuste (era ampiamente nei 30 assoluti); il fenomeno Morra, che ha fatto vedere cose egregie alla prima uscita con le 207 Super 2000 ed unico a poter tenere il passo delle vetture simile made in Svizzera; Rappaz, Conti e Politano, che sulle scadute Bmw M3 il primo e Lancia Delta Integrali il secondo e il terzo, dispensatori di spettacolo, hanno riscaldato gl infreddoliti spettatori presenti sulle prove con numeri d’alta scuola, col velore aggiunto del quarto tempo assoluto del duo sulla Bmw nella prova in notturna…

Concludo dicendo che eventi di questo genere meritano davvero di essere vissuti: un grande complimento e uno pacca sulla spalla a Capello e allo Sport Rally Team per l’ottima organizzazione e la solita cura profusa, ed anche, permettetemelo, per la grande risposta data alla protesta scritta dei sindaci di alcuni comuni vecchi protagonisti della gara che lamentavano il passaggio ad altri centri come poli logistici della gara…. Ma come ha detto Capello non si può pretendere visibilità, turisti, addetti ai lavori ecc senza spendere ed investire nulla… sarebbe troppo comodo, manifestazioni di questo genere hanno bisogno di essere supportate anche dalle autorità… Bravi tutti.

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